19-07-2025
News dalla parrocchia 20-7-2025
Settimanale a cura di Don Marco
A PROPOSITO DELLE VACANZE IN MONTAGNA
Anni fa uno studente riportò di aver letto sulle pareti dell′università questa considerazione: "La cosa più tremenda è la normalità". Credo che molti di noi possano condividere questa esperienza: la normalità, la routine, il tram tram quotidiano ci possono divenire insopportabili o peggio, ci si può abituare a vivere nella mediocrità. Però questo tipo di vita non ci corrisponde e non la vogliamo, ma il più delle volte la subiamo!
È interessante notare come al termine di esperienze estive significative, i giovani mi sfidino con la domanda: Ma adesso come vivere quanto di straordinario abbiamo vissuto nelle esperienze estive, dentro la normalità del nostro quotidiano?. Noi adulti spesso non accettiamo questa domanda e torniamo alla normalità senza più speranza...
Invece ho letto in un libro: "La cosa più grande è la normalità. Perché è nella normalità il passo che ti avvicina al destino. E se hai coscienza del destino, allora tutto diventa grande della grandezza che il destino comunica. Nell′esperienza di un grande amore, (e l′amore è l′affermazione dell′altro, non un sentimento che riduce, che tenta di ridurre l′altro a sé) tutto ciò che accade diventa un avvenimento nel suo ambito". Vale a dire, diventa avvenimento la normalità. Diciamo in altri termini: qual è il vero di quella frase scritta sui muri? È che l′uomo non è fatto per il banale, non è fatto per la noia e il senza senso. L′uomo è fatto per un senso. Se è chiaro il senso, se è chiaro il destino, ogni passo che conduce verso di esso è grande e affrontato con avventura. Ma allora, niente è più senza senso, niente è piccolo, niente c′è di piccolo, nel senso di inutile, perché tutto porta al grande amore. Perciò per noi, per chi cerca di vivere veramente la fede, non c′è il normale, c′è il grande e basta.
D′altra parte, l′uomo si rassegna e vive la normalità e il piccolo solo se lo scopre come passo e strumento per il grande.
Posso allora capire perché san Giovanni Paolo II nel 1980 parlando di san Benedetto disse. Era necessario che l′eroico diventasse normale (l′incarnazione di Gesù), quotidiano, e che il normale, quotidiano diventasse eroico (la nostra vita di fede e santità). Il destino è il Paradiso, la felicità eterna di Dio che si fa carne in Cristo e così con Lui, amandoLo e seguendoLo, il mio normale si riempie di straordinarietà ogni giorno.

VITA DELLA COMUNITÁ

Feste patronali

- Stuetta 20 luglio. S. Messa ore 16.00
- Pianazzo per Santa Maria Maddalena 27 luglio S. Messa ore 9.30 e pranzo

Calendario messe festive
Da sabato 12 luglio al 31 agosto la celebrazione delle S. Messa segue il seguente calendario:
- Sabato e prefestivi
16.30 Andossi
17.30 Montespluga
17.00 Madesimo
18.15 Campodolcino
20.30 Splughetta/Starleggia
- Domenica e festivi
7.00 Madesimo
8.00 Portarezza
8.30 Gualdera
9.00 Pianazzo
9.30 Fraciscio
10.00 Madesimo
10.30 Campodolcino
11.00 Isola
16.00 San Sisto
16.00 Stuetta
17.00 Bondeno (nelle domeniche dal 20 luglio al 17 agosto)
17.00 Madesimo
18.15 Campodolcino

Avviso importante
L′intelligenza artificiale di Google sta fornendo informazioni sbagliate sugli orari delle S. Messe della comunità pastorale. Diffidate dell′intelligenza artificiale!

Pesca Madesimo
Nel locale sotto la chiesa: sabato ore 15 18; domenica 10 12; 15 18.
A favore dell′opera guanelliana in Romania.

PER IL SANTUARIO DI GALLIVAGGIO
È sempre possibile continuare a contribuire al restauro del santuario facendo giungere la propria offerta direttamente tramite il parroco oppure con:
- bonifico - IBAN: IT71G0760101600001048088320; Beneficiario: Fondazione Italia per il Dono; Causale necessaria: Santuario di Gallivaggio liberalità;
- Conto corrente postale - C.C.: 1048088320; Intestato a: Fondazione Italia per il Dono; Causale: erogazione liberale per il fondo Santuario di Gallivaggio.
Per ogni informazione si può visitare il sito: www.santuariogallivaggio.it